Coordinatore: Pierluigi Brandolini, Laura Melelli, Alessia Pica

Il GdL di Geomorfologia Urbana ha tra gli obiettivi la messa a punto di:

  • una definizione del modello geologico del sottosuolo e dei depositi antropogenici;
  • l’individuazione delle caratteristiche geomorfologiche che hanno guidato la scelta dei luoghi di fondazione e l’evoluzione nel tempo della morfologia nei centri urbani;
  • recupero ed utilizzo delle fonti storiche per la definizione delle trasformazioni urbane in funzione dei processi geomorfologici ed idrogeologici storici;
  • i metodi per il rilevamento geomorfologico e geoarcheologico in ambito urbanizzato;
  • la produzione di una cartografia geomorfologica con particolare riferimento alle forme antropiche;
  • l’ausilio per la valutazione della qualità ecologica e del valore ambientale e sociale dei corsi d’acqua urbani;
  • la promozione della fruizione culturale e geoturistica delle aree urbanizzate.

La Geomorfologia Urbana ambisce a svolgere un ruolo chiave tra le discipline che studiano e progettano le città, ponendosi come ponte di collegamento tra la componente naturale abiotica e quella biotica. In aggiunta la Geomorfologia può fornire un utile supporto alle amministrazioni locali per una corretta pianificazione e gestione urbanistica.

Il GdL opera in stretta sinergia con il Working Group di Urban Geomorphoplogy della IAG (International Association of Geomorphologists).

 

Quando i Fenici, bordeggiando le coste della Sicilia, giunsero nel Golfo di Palermo, quello che più di tutto attrasse la loro attenzione fu la presenza di un’insenatura, che si addentrava dalla linea di costa per diverse centinaia di metri, al cui interno sfociavano due torrenti le cui valli avevano isolato una piccola collina sub pianeggiante che, come una penisola, si allungava al centro dell’insenatura. Si trattava di un luogo ideale per realizzare un porto sicuro e impiantarvi una città.

La città, infatti, fu fondata intorno all’VIII sec. a. C. e sin dal nome (Panormo, cioè tutto porto) apparve chiaro il suo stretto rapporto con l’acqua.

Palermo, nei secoli scorsi, fu una città ricca d’acque, che scorrevano nei suoi fiumi e che sgorgavano dalle numerose sorgenti distribuite nell’agro palermitano o erano attinte, mediante pozzi, dalla ricca falda freatica che si sviluppava nella Piana; l’acqua è stata una costante della storia e dello sviluppo della città, condizionandone l’assetto urbano, ma rappresentando anche un potente elemento di sviluppo economico e sociale.

Nella sua lunga storia Palermo è stata punto di incontro (e di scontro) tra popoli e civiltà diverse, le cui vicende hanno profondamente modificato il paesaggio naturale, sovrapponendone uno altrettanto complesso e interessante: un meraviglioso “paesaggio culturale”.

Il paesaggio, la storia, il fascino, i sapori e i profumi di Palermo si fondono indissolubilmente e trovano ragione in una complessa, affascinante e avvincente geostoria che viene raccontata dagli autori anche grazie ad una serie di itinerari urbani che conducono i lettori nel cuore della città, svelandone alcuni intriganti segreti.

For what reasons did the founders of Rome settle on the Seven Hills? What processes generated the steep hills overlooking the Tiber? Why was the majestic Circus Maximus built between the Aventine and the Palatine? This volume answers these and many other questions, showing how the geomorphological and geological characteristics of the physical geography of Rome conditioned both the initial settlement choices and the growth of one of the most important cities for the development of civilization. By analysing the current configuration of the topographic surface, and tracking its modifications over the centuries this volume brings out hidden aspects of many surprising landforms, particularly interesting for both researchers and for the future management of the urban territory. In this way, the reader is offered the possibility to add depth to their understanding of the immense cultural heritage of Rome. In addition, some tourist itineraries are suggested that reveal the landforms of the physical landscape in the times of Romulus and Remus.

Perché i fondatori di Roma si insediarono sui Sette Colli? Quali processi generarono le erte colline affacciate sul Tevere? Per quale motivo il maestoso Circo Massimo fu eretto tra l’Aventino e il Palatino?

Il volume risponde a queste e a molte altre domande, mostrando quanto le caratteristiche geomorfologiche e geologico-ambientali condizionarono le scelte insediative iniziali e la crescita di una delle città di maggior rilievo per lo sviluppo della civiltà.

L’analisi della configurazione attuale della superficie topografica e delle sue modifiche nel corso dei secoli faranno emergere aspetti nascosti e forme sorprendenti, di particolare interesse per le attività di ricerca e per la gestione del territorio urbano.

Al lettore si offre anche la possibilità di un’insolita fruizione dell’immenso patrimonio culturale di Roma: alcuni itinerari geo-naturalistici sveleranno le forme del paesaggio fisico dei tempi di Romolo e Remo.